FIORELLA AVALLE NEMOLIS - Con i miei acerbi sedici anni, quando il 14 febbraio 1963 cadeva il mio primo San Valentino, mi trovai in grandi ambasce per il regalo al mio fidanzato. La ricorrenza non era ancora così celebre, la fantasia si sbrigliava al massimo con doni come scatole di cioccolatini, fiori e, per chi poteva permetterselo, gioielli.
Ma noi, i cosiddetti "Map", ci portavamo avanti, perché la scelta cadeva già sul diverso. Ormai fidanzata ufficialmente con Marzio, avevo il permesso di frequentarlo. Ben inteso, sempre in orari precisi, tutti i giorni dalle 18 alle 19. Solo la domenica mattina ero autorizzata a partecipare alla riunione dell'associazione cattolica di San Vincenzo de Paoli, un'organizzazione cattolica che si occupa di sostenere spiritualmente e materialmente le persone disagiate. Dal cortile della chiesa di Sant'Andrea, a Bra, si accedeva al salone della canonica, dove a presiedere l'incontro c'era Don Bartolo. Diciamo che ero animata anche dall'opportunità di incontrare Marzio, che casualmente, la domenica, si aggirava nei dintorni.
Babbo Mario, irriducibile mangiapreti, appresa la volontà di dedicarmi ai bisognosi, rimase sorpreso dal mio improvviso slancio di carità. Alzò il sopracciglio destro e tirò su dal naso. Tipico segnale di incredulità. A convincerlo della bontà della mia imprevedibile richiesta fu la gioia manifestata da mamma Gina, cattolica fervente, che in tutto ciò intravedeva un segnale divino: forse quella figlia un po' bastian contraria e disobbediente si stava redimendo o, perlomeno, avviando verso la bontà di cuore? Ad avvalorare la mia improvvisa redenzione fu anche la partecipazione all'appuntamento domenicale della mia cara amica Luisa Bertello, che mamma Gina considerava come un'influenza benefica per me. Ragazza a modo, gonna a pieghe scozzese a quadri blu e verde, maglie gemelle di lana blu, mocassini blu, senza neppure un granello di polvere, parevano appena uscite dal negozio. Insomma una signorina di buone maniere. Un buon esempio da imitare.
Tornando alla festa di San Valentino, il tempo a disposizione per la ricerca del regalo per l'amato era ben poco. Dal lunedì al sabato solo dalle 18 alle 19. La domenica, a quei tempi, i negozi erano chiusi. Ben presto mi resi conto che era impossibile trovare un regalo originale senza cadere nelle solite cravatte, portafogli, fermasoldi. Insomma, consumata la suola delle mie scarpe rosse e impolverate, girato in lungo e in largo la città, decisi di entrare in una cartolibreria, tanto per uscire dai soliti schemi. All'epoca entrando in un punto vendita il rito era: “Buongiorno signorina (invece del ciao di oggi), cosa desidera?”. A saperlo!
La signora Saccato, titolare gentilissima, si mise nei miei panni e acconsentì alla mia richiesta di guardarmi intorno. Finché non mi cadde l'occhio su una graziosa lettera M di legno che fungeva da piccola spazzola. Tra tutta la merce mi parve l'oggetto più originale, perlomeno richiamava l'iniziale del nome Marzio. Ero abbastanza soddisfatta. Tuttavia, uscita dal negozio, mi soffermai a riflettere come fosse estenuante scervellarsi per un'idea regalo senza la possibilità di ispirarsi a un qualcosa di dedicato. Mancava la fantasia di proporre una selezione di proposte regalo per ogni occasione, per ogni età, per ogni personalità. Una sorta di bottega dove si inventasse e si costruisse anche un oggetto originale. Unico. Neanche così difficile da progettare.
Già! E forse, proprio da quel giorno, stava nascendo in me un qualcosa di diverso, un nuovo modo di approcciarsi all'idea regalo. Molti anni dopo nacque, a Bra, Map, il negozio di gadget e articoli regalo, gestito da Marzio e Fiorella. Cosa mi regalò Marzio per il nostro primo San Valentino? Un blocco di plexiglass che aveva, anzi, che ha ancora, imprigionata, una innocente lucertolina imbalsamata!
Se mi piacque? No, anzi, detesto i rettili. Per amore mentii, e la misi nell'angolo più nascosto della mia cameretta. Adesso fa bella mostra di sé nello studio di Marzio. Mi sarebbe bastato un cuoricino di stoffa imbottito con una scritta amorosa, proprio come quello che, anni dopo, andava a ruba da Map per San Valentino.
Fiorella Avalle Nemolis