CUNEO CRONACA - "Quando arrivo in una città sconosciuta, la prima cosa che faccio, anche se ho poco tempo, è cercare dove si trova la biblioteca civica. Penso che siano dei luoghi magici, al confine tra realtà e sogno, dove il tempo si ferma e il silenzio ci avvolge.
Sono molto curiosa di osservare le differenze tra questi edifici nelle varie località, ogni volta che varco la soglia, mi sorprende il modo in cui appaiono tutti così diversi, eppure così familiari.
Mi piace entrare in questo luogo sospeso, sentirne il profumo, alzare la testa ad ammirarne gli alti soffitti dell'ingresso e accorgermi poi di un via vai silenzioso di persone di tutte le età. Che siano costruzioni antiche o contemporanee, vicine a un fiume, a un lago o tra le vie strette del centro storico, per me hanno tutte un fascino irresistibile.
Ho dei ricordi bellissimi legati alle biblioteche e in alcuni di questi luoghi ho trascorso intere giornate. Per esempio, durante il mio primo giorno di viaggio in Asia, iniziato a Singapore, ho deciso di visitare la moderna biblioteca pubblica in Victoria Street, un edificio aperto nel 2005, di 14 piani, progettata dall'architetto ecologista Ken Yeang.
Camminando nella via, già da lontano scorgevo l’alta struttura (104 metri), tutta bianca e trasparente, composta da due blocchi adiacenti collegati da ponti ai piani superiori, culminante con un elegante cappello vetrato utilizzato come spazio esposizioni. All’interno, sono rimasta impressionata dalla grandezza degli spazi, dalla loro luminosità (nonostante fosse una giornata uggiosa) e soprattutto dall’assenza di barriere visive. Tutto era collegato, tutto era percorribile, talmente tanto che ho deciso di salire fino in cima utilizzando le scale mobili, impiegando decisamente più tempo dell’ascensore. È stato un viaggio bellissimo esplorare tutti i piani, dove, ad ognuno di essi, oltre alle toilette impeccabili con un livello di pulizia, modernità e ampiezza paragonabile a quello degli hotel di lusso, erano presenti mostre temporanee. Nel periodo in cui sono andata io, ad esempio, ricordo che c’era un’esposizione interattiva sulle fake news. In cima, una affollata ma silenziosa sala ampia affacciava sullo skyline mozzafiato di Singapore, caratterizzato dall’iconico edificio Marina Bay Sands. Immaginavo come doveva essere studiare o lavorare in questo contesto e mi è addirittura venuta una gran voglia di iscrivermi a qualche corso universitario in questa città del futuro per usufruire dei bellissimi spazi gratuiti di cui disponeva.
Questo era un ricordo del mio passato, tornando al presente una notizia cattura la mia attenzione: Cuneo, la mia città, avrà presto un nuovo polo bibliotecario. La nostra cara vecchia biblioteca in Via Cacciatori delle Alpi sarà spostata all'ex ospedale Santa Croce entro primavera 2026. Inevitabilmente mi viene un po’ di nostalgia per i tempi che furono; il grande portone in legno, il cortiletto interno, la macchinetta del caffè all’entrata. Quante ore a studiare, a prepararmi per la maturità, a starnutire per l’allergia alla polvere. Ma questo sentimento nostalgico lascia ben presto spazio a un altro pensiero: il cambiamento è positivo, il cambiamento è essenziale, il cambiamento è vita.
Come ci possiamo preparare a questo cambiamento? La risposta è READING FORWARD. Dialoghi sulla biblioteca. Un progetto ideato e organizzato dal Comune di Cuneo e Fondazione Artea, con il sostegno della Banca di Caraglio e la collaborazione di Confindustria Cuneo. Un ciclo di 5 appuntamenti aperti alla cittadinanza in cui si ascoltano esperienze e visioni bibliotecarie europee per accendere una nuova luce sul mondo dei libri. La prima conferenza, lo scorso novembre, è stata con Neus Castellano Tudela, direttrice della Biblioteca Gabriel García Márquez di Barcellona, insignita nel 2023 col titolo di miglior biblioteca civica al mondo.
Ho partecipato mercoledì scorso (26 febbraio) all’incontro con il primo ospite del 2025, Krist Biebauw, direttore della biblioteca “De Krook” di Gent. Secondo Biebauw ci sono stati dei fattori fondamentali (key factors) che hanno garantito il successo del suo edificio polifunzionale e ovviamente sono stati esposti in ordine alfabetico, d’altronde si parla di biblioteche!
1. Anticipation and participation
Il direttore espone la prima grande sfida che hanno dovuto affrontare nella progettazione degli spazi: la perdita di interesse nei libri soprattutto della fascia d’età adolescenziale e la grande multietnicità che caratterizza la città di Gent (il 50% dei giovanissimi non ha origine belga e non parla olandese in casa). È stato necessario investire molto lavoro e studio nella sezione dedicata ai ragazzi over 12, uno spazio di transizione tra l'infanzia e l'età adulta. Per comprendere al meglio le loro esigenze, è stato somministrato un sondaggio e si è cercato di creare un ambiente flessibile, capace di adattarsi ai loro bisogni in continua evoluzione (pochi cambiamenti sono più rapidi di quelli adolescenziali). Tre anni dopo, quando l’ambiente era finalmente pronto, il vecchio sondaggio risultava ormai obsoleto: gli adolescenti di allora erano cambiati. Il progetto è stato rivisto lo scorso anno, offrendo nuovamente ai giovani l’opportunità di riorganizzare lo spazio in base alle loro esigenze. Questo approccio è applicabile a qualsiasi gruppo sociale: è proprio attraverso l’interazione che la nuova biblioteca ha potuto evolversi al meglio, infatti in ogni fase della pianificazione si è cercato di coinvolgere il maggior numero possibile di persone. Questo è avvenuto in modi diversi: attraverso laboratori, mostre, interventi e soprattutto tramite il dialogo. È stato fondamentale far comprendere che le loro opinioni avevano un valore reale e il messaggio è arrivato forte e chiaro ai cittadini. Ne è prova il fatto che ben 1400 persone si siano offerte volontarie per spostare i libri formando una lunghissima catena umana. Questo gesto simbolico ha dimostrato non solo il loro forte legame con la biblioteca, ma anche un profondo senso di orgoglio e la volontà di partecipare attivamente alla costruzione di uno spazio condiviso.
2. Authenticity
Si è optato per l’utilizzo di un design distintivo: solo cemento acciaio e vetro, materiali freddi ma non comodi e accoglienti, perché secondo Biebauw le biblioteche "devono essere posti distintivi, non posti qualsiasi”. Non sono stati adottati design convenzionali con luci e colori vivaci, ma è stato aggiunto alla città qualcosa di inedito. Gent racconta la sua storia attraverso i suoi edifici antichi, ma mancava un luogo dal respiro contemporaneo e che la identificasse come metropoli. La nuova biblioteca riflette questa visione anche nel design degli interni.
3. Future proof (a prova di futuro)
La “De Krook” è stata inaugurata nel 2017 presentandosi come un edificio futuristico. Oggi, quel futuro è già passato: la biblioteca deve evolversi insieme ai bisogni contemporanei, adattandosi ai cambiamenti della società per rimanere rilevante anche a distanza di anni dalla sua apertura. Deve essere un edificio flessibile, capace di adattarsi ai costi senza comportare spese eccessive, in un contesto sociale in rapido mutamento. Una biblioteca che si autoadatti, continuando a servire la comunità giorno dopo giorno.
4. Loyal to our mission
L’obiettivo è sempre stato quello di garantire l'accesso alla cultura attraverso la fruizione libera dei libri, aiutando le persone di Gent a comprendere al meglio il mondo che li circonda. L’impegno rimane nella gestione tradizionale delle collezioni, offrendo un servizio sempre rilevante attraverso consigli, ricerche, innovazione e tecnologia, rispondendo ai bisogni della comunità e cercando collaborazioni e partnership che supportino questa mission.
5. Partners
Non si può lavorare in solitaria, per avere maggiore rilevanza la “De Krook” ha collaborazioni importanti con l'amministrazione della città di Gent, la provincia delle Fiandre orientali, l'università di Gent; l'imec (centro di ricerca fiamminga specializzata in nanotecnologia di fama mondiale); la comunità fiamminga. La collaborazione con l'università, in particolare, invita i visitatori a fornire feedback e a partecipare alla ricerca accademica. La biblioteca svolge un ruolo cruciale in questo processo, offrendo un programma essenziale che affronta tematiche legate alle evoluzioni tecnologiche e ai cambiamenti della società.
6. Place
Grande fattore di successo è Il luogo prescelto che sorge su un'ansa del fiume Schelda, krook nel dialetto locale (da qui il nome “De Krook”); un tempo era un quartiere post-industriale e fatiscente vicino al centro città, dopo l’importante opera di rinnovamento urbano la biblioteca ora vanta una affaccio incantevole sulla città e le sue torri medievali. La vista è un vero e proprio regalo per la città, tanto che molte persone vi si recano semplicemente per sedersi e godersi il panorama.
7. Service
I libri sono ancora essenziali all'interno dell'edificio, ma l'interazione con gli utenti è diventata molto più personale rispetto al passato. È stato dedicato un forte impegno ai servizi digitali, ai quali gli utenti si sono rapidamente adattati. Tra i servizi più apprezzati ci sono i consigli personalizzati su tematiche legali, educative e legate alla digitalizzazione. Biebauw ci avverte però che nonostante i notevoli successi, restano ancora numerose sfide da affrontare. In primis, il valore che una biblioteca contemporanea può avere per la comunità viene ancora sottovalutato e c'è bisogno di una maggiore consapevolezza riguardo all'importanza di questi spazi. Inoltre, la grande affluenza di persone a “De Krook” porta a criticità legate ai servizi di base: i bagni e gli ascensori in certe situazioni sono risultati insufficienti. Un altro aspetto critico riguarda lo staff che si trova costretto ad adattarsi continuamente a nuove esigenze e situazioni comportando un rischio concreto di burnout, un pericolo che non può essere ignorato.
Per concludere, il direttore sostiene che il successo non debba far perdere di vista i bisogni delle persone, né offuscare l'importanza di continuare a rispondere alle loro esigenze in modo efficace e concreto attraverso un’attenta osservazione e un dialogo costante, perché dopotutto la biblioteca non è solo un business di prestito libri, ma 'un posto dove tutti sono benvenuti, dove si può semplicemente essere'".
Agnese Rabagliati
I prossimi incontri di READING FORWARD. Dialoghi sulla biblioteca
Mercoledì 16 aprile, ore 18
Sala Michele Ferrero – Casa Betania
via Bersezio 8, Cuneo
Reinert Mithassel – responsabile della sezione “Deichman Biblo Tøyen” di Oslo (Norvegia)
Mercoledì 11 giugno, ore 18
Sala Michele Ferrero – Casa Betania
via Bersezio 8, Cuneo
Roel Van den Bril – coordinatore culturale Biblioteca “Het Predikheren” di Mechelen (Belgio)
Mercoledì 17 settembre, ore 18
Sala Michele Ferrero – Casa Betania
via Bersezio 8, Cuneo
Vincent Eches – direttore della Cité internationale de la bande dessinée d’Angoulême (Francia)