ALICE MARINI - L’8 marzo torna come ogni anno, anche a Cuneo, la protesta di Non Una di Meno, il movimento transfemminista approdato in Italia nel 2016 per combattere ogni forma di violenza di genere. La manifestazione avrà inizio alle 15:30 dal Parco della Resistenza, preceduta, alle 13, da un pranzo vegano aperto a tutti e da diverse attività.

Temi di stretta attualità saranno al centro della protesta: guerra, politica, lavoro e istruzione. "Scioperiamo contro la guerra", si legge nell'appello allo sciopero nazionale, "perché l’escalation bellica è esponenziale e segna tragicamente le vite di milioni di persone. Dal genocidio a Gaza e in Cisgiordania, la guerra si estende in tutto il Medio Oriente, divide l’Europa sul confine russo-ucraino, divampa in Congo e in Sudan. Non vogliamo esserne né vittime né complici".

Si scende in piazza anche contro il Ddl Sicurezza in discussione, "che esaspera norme di segregazione e punizione della povertà e criminalizzazione del dissenso, e contro le 'zone rosse'". L'appello è rivolto a lavoratrici, lavoratori e lavoratorə, student3, disoccupat3, intermittenti, attivist3, sindacalist3 e Centri Antiviolenza, invitati a partecipare attivamente alla costruzione dello sciopero. "Moltiplichiamo le pratiche di sciopero", prosegue l’appello, "per estenderle alla città e ai consumi, alle scuole e alle università, ai servizi, alle case, ai luoghi di lavoro".

Al grido di "Lotto, boicotto, sciopero", le manifestanti scenderanno in piazza per esprimere il loro dissenso contro un sistema patriarcale in cui non si riconoscono. Dopo un 2024 segnato da tragedie, con processi per femminicidi di forte impatto mediatico – come quelli di Giulia Cecchettin e Giulia Tramontano – centinaia di altre donne continuavano a essere uccise.

Nel 2021, Non Una Di Meno ha dato vita all'Osservatorio Femminicidi Lesbicidi Transcidi (FLT), un progetto di monitoraggio dal basso che raccoglie e analizza i casi riportati dai media, identificando come femminicidi, lesbicidi e trans*cidi quegli omicidi in cui la violenza è espressione del potere patriarcale e di genere. Ad oggi (dati aggiornati all'8 febbraio 2025) l’Osservatorio ha registrato 3 femminicidi, 1 suicidio di una donna, 1 suicidio di un uomo trans, 1 caso donna scomparsa, e 2 casi in fase di accertamento. Si tratta di morti indotte da violenza di genere e etero-cis-patriarcale. Inoltre, ci sono almeno altri 4 i tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali.

Alice Marini